Category Archives: Automata

“Regolare l’intelligenza artificiale prima che sia troppo tardi”: sono queste le esatte parole pronunciate da Elon Musk, il CEO di SpaceX e Tesla, nonché cofondatore con Peter Thiel della piattaforma di pagamenti Paypal. “E’ il rischio maggiore che corriamo a livello di civiltà”, ha dichiarato Musk intervenendo al meeting estivo della NGA, l’associazione che riunisce i governatori degli stati americani. https://youtu.be/wxZIuJVQPL0 “Quando dico che i robot faranno tutto, intendo dire tutto. Io continuo a suonare l’allarme, prima che la gente veda i robot uccidere per strada senza sapere come reagire, perché sembrano così eterei. Penso che dovremmo essere molto preoccupati dell’intelligenza artificiale. Questo è uno dei rari casi in cui è necessario essere proattivi, anziché reattivi, nell’introdurre delle regole” Per chi segue con una certe regolarità le sue vicende, queste ultime dichiarazioni non costituiscono certo una sorpresa. Non è infatti la prima volta che Musk mette in guardia dai pericoli…

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eoni da tastiera: questa definizione calza a pennello per i numerosi, agguerriti utenti della rete che si esprimono con sfacciataggine, aggressività e violenza. Quella tastiera che si frappone tra mittente e destinatario della comunicazione sembra essere uno scudo infrangibile, capace di regalare a chi ne fa utilizzo un coraggio – quello del leone, appunto – altrimenti impensabile. Nel calcio, tanto per fare un esempio, sono sempre esistite le chiacchiere da bar. Chiacchiere appunto, che a volte rischiano di sfociare in diverbi e addirittura e nel confronto fisico, ma col deterrente della conseguenze delle proprie azioni ad impedire il più delle volte risvolti negativi. Nel nostro tempo che sembra aver delegato i rapporti umani ai social network, le forme e i modi della comunicazione sono completamente cambiati. Per rimanere al mondo del pallone, il caso Donnarumma fa scuola. Gianluigi ‘Gigio’ è il diciottenne portiere del Milan e della nazionale under 21 che qualche giorno fa…

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Share Lab è un team di ricercatori con sede in Yugoslavia, ed è un progetto nato recentemente in seno alla Share Foundation – un laboratorio di data investigation creato per esplorare i diversi aspetti tecnici delle intersezioni tra la tecnologia e la società. Glitch ha ottenuto dai suoi fondatori l’autorizzazione a pubblicare – primi in Italia – le traduzioni dei suoi lavori. L’articolo originale è stato pubblicato il 3 maggio 2017. In questo articolo cercheremo di mappare alcuni elementi del tessuto umano di Facebook, la sua struttura sociale e le relazioni di potere all’interno dell’azienda. Cercheremo di indagare e riflettere circa il fenomeno di Facebook in termini di reti sociali dei propri dipendenti. Inoltre, prenderemo in esame le relazioni sociali tra i membri del management e le altre sfere della società. Questo articolo rappresenta un contributo al dibattito critico in atto ai nostri giorni sui forti legami tra l’establishment politico e…

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C’è una buona fetta di persone che ritiene che l’intelligenza artificiale sia limitata o, addirittura, stupida. E magari ad oggi ha perfettamente ragione. La velocità con la quale riteniamo che la tecnologia debba svilupparsi fa sembrare il gigantesco lavoro di sottofondo che anima le divisioni di ricerca delle più grandi aziende e delle più prestigiose università mondiali come una semplice perdita di tempo. La casella di posta non filtra correttamente lo spam? Il navigatore ti manda fuori strada? Il chatbot* non capisce quello che stai dicendo? Sono solo alcuni esempi che testimoniano, a detta dei detrattori, tutti i limiti di questi strumenti. Limiti – lo ribadisco – senz’altro presenti, ma che possono essere visti anche sotto un altro punto di vista. È possibile che quelli che oggi vengono considerati errori grossolani in realtà rappresentino semplici passaggi intermedi in vista di uno sviluppo futuro. È sufficiente tornare indietro di appena venticinque…

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Premessa ’è un limite strutturale nel livello del dibattito italiano, che rende frustranti molti tentativi di discussione. Più che occasione di confronto – e scontro, nella sua accezione dialettica positiva – le opinioni si vestono di autoreferenzialità e persino presunzione, lasciando il lettore in uno stato di scoramento che sfocia spesso nell’insofferenza prima e nel disinteresse poi. Questa modalità di espressione spesso presenta il grande limite di scadere nella semplificazione più becera, perché l’obiettivo – ricordiamocelo – non è alimentare una discussione, quanto piuttosto far valere la propria tesi. È il gramellinismo applicato a tutti i campi della cultura. Accade nella politica, nella letteratura, nella musica, nell’arte, e a volte anche nella scienza. Se c’è un campo nel quale la sicumera delle proprie convinzioni dovrebbe lasciare il posto al discreto e rispettoso dubbio, nel quale ogni sincero osservatore esterno farebbe bene ad adottare il motto “so di non sapere” e…

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Poco meno di un anno fa Nicola Mendelsohn, vice presidente per l’Europa, Medio Oriente e Africa di Facebook, annunciava la possibilità che entro i successivi cinque anni il social network sarebbe diventato “solo video”. «Se dovessi scomettere» – affermò in occasione di un convegno organizzato da Fortune a Londra – «direi video, video, video». Una previsione quella di Mendelsohn di certo non campata in aria: nove utenti della rete su dieci visualizzano video e oltre la metà degli iscritti a Facebook guarda almeno un video al mese. Forte di questi dati nel gennaio dell’anno scorso Mark Zuckerberg decise di cooptare diverse decine di dipendenti impegnati in altri progetti per la realizzazione di Facebook Live, la piattaforma per trasmettere video in diretta sul social. Pare che Zuckerberg abbia sancito l’introduzione dei video live in tutta fretta, durante una rocambolesca riunione nella quale si parlava delle strategie per arginare i competitor. Sì,…

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Circa un anno fa i risultati della partita a Go – un antico e complicatissimo gioco orientale da tavolo – tra AlphaGo, un programma di intelligenza artificiale elaborato dagli scienziati di Google, e il campione mondiale Lee Sedol, hanno fatto aprire gli occhi del mondo sugli incredibili risultati che la scienza moderna sta ottenendo nel campo della ideazione di sistemi intelligenti. La netta sconfitta del campione di origini coreane ha riaperto la controversia filosofico-scientifica che dura da decenni sulla abilità delle macchine di emulare la potenza della mente umana. Ancora una volta, l’argomento di Lucas e Penrose, circa l’impossibilità di un sistema automatico di ragionare come gli uomini, causa l’incapacità dei sistemi artificiali a trattare situazioni in cui la verità e la dimostrabilità della stessa divergono, pare messo in discussione. A essere scientificamente onesti, allo stato attuale delle cose, il vero breakthrough, il salto di qualità, ottenuto dall’intelligenza sintetica di…

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Ricordo che una volta, tanti anni fa, forse decenni, il Primo Maggio era festa nazionale. Era la festa del lavoro e dei lavoratori. Almeno questo è quello che racconto quando vado in giro nelle scuole, chissà poi se credono a questo vecchio decrepito. Già, sono vecchio, oggi ho ottantacinque anni e qualche giorno fa era il Primo Maggio 2067. Un giorno che oggi non dice più niente a nessuno, che non vale più nulla, eppure mi ricordo che ai tempi della mia giovinezza decine di migliaia di persone – giovani e non – si riunivano nelle piazze a cantare e ballare, e sventolare bandiere. Ma andiamo con ordine. Il declino ha avuto inizio esattamente cinquant’anni fa, nel 2017, quando il Parlamento Europeo ha approvato una mozione che esortava la Commissione Europea, l’organo esecutivo, a istituire lo status di “personalità elettronica”. Il 16 Febbraio ogni anno si ricorda quella mozione nella…

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Sono tempi veramente bui per gli impiegati di tutto il mondo. Non bastavano il delirio causato dalla crisi del settore bancario e assicurativo che ha causato sconquassi occupazionali di enorme portata, l’improvvisa febbre da spending review che fa urlare daje-all-impiegato-pubblico-nullafacente, la riforma dei contratti nazionali che rende i netturbini meglio pagati dei cassieri, l’automazione che minaccia i lavoratori addetti alle mansioni più ripetitive. In Giappone alcune aziende stanno sostituendo gli impiegati con software basati sull’intelligenza artificiale. Il colosso ING Direct solo qualche mese fa ha annunciato massicci tagli del personale, non perché sta fallendo ma semplicemente per dirottare i risparmi ottenuti nel miglioramento della piattaforma informatica. Ovunque è un fiorire di chatbot, contact center con sede all’estero, incentivi ad usare casse automatiche e self service online, dal conto corrente al saldo della mensa della scuola dell’infanzia. Il classico colletto bianco, il caro vecchio consulente che ti accompagnava nel tuo cammino…

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el futuro il sistema giudiziario funziona velocemente, hanno abolito gli avvocati!” è una battuta del film Ritorno al futuro parte II, ma potrebbe essere una profezia che in parte si sta già avverando. I recenti sviluppi dell’intelligenza artificiale non lasciano tranquillo nemmeno un settore ad alto livello di expertise come quello delle professioni legali. Ravn è una startup britannica che conta poco meno di cinquanta dipendenti e ricavi per circa tre milioni di dollari nell’anno appena trascorso. Per la prima volta nella sua storia il Serious Fraud Office, l’agenzia governativa inglese che si occupa di indagare i casi di frode e corruzione su scala nazionale, ha utilizzato il software basato sull’intelligenza artificiale progettato proprio da Ravn per risolvere il caso che ha condannato la prestigiosa casa automobilistica Rolls Royce a pagare una maxi multa da settecento milioni di sterline. Il programma ha aiutato il team di investigatori a processare trenta milioni di documenti, con un…

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10/11