Si è infranto ieri, nella calda serata di Cracovia, il sogno italiano di portare a casa il sesto campionato europeo under 21. I giovani di Gigi Di Biagio sono stati sconfitti da una Spagna a tratti ben superiore e dall’incapacità di gestire i momenti più caldi della partita. A mio avviso, la partita di ieri è stata lo specchio di tutto il torneo degli azzurrini; un torneo che, a detta di tutta la stampa sportiva nazionale, li avrebbe visti come assoluti protagonisti, insieme alla favoritissima Spagna. Già…perché i nostri giovani under 21 avevano, come mai prima, tutte le carte in regola per vincere l’Europeo, dal momento che, mai come in questa occasione, la rosa azzurra poteva contare su giocatori che finalmente erano titolari nelle loro squadre di club.

Bene, ma allora cosa è accaduto? Tra le tante motivazioni che si possono addurre, le due che mi sono sembrate più palesi sono state l’incapacità di essere squadra – sia tecnicamente che psicologicamente – e l’immaturità degli elementi di maggiore classe. Se l’esordio con la Danimarca, certo non memorabile dal punto di vista tecnico/tattico, ha permesso almeno di portare a casa i tre punti, la seconda partita con la Repubblica Ceca è stata una disfatta totale. Contro un avversario decisamente inferiore, i giovani azzurri hanno dimostrato palesemente di aver preso sotto gamba la partita, di non essere entrati in campo con la concentrazione adatta ad affrontare una partita del genere.

La sonora sconfitta rimediata dai cechi, tra l’altro il loro unico successo nel torneo, ha complicato di molto la strada dei ragazzi di Di Biagio, costretti a vincere la terza e ultima partita del girone contro la Germania, per potersi qualificare alle semifinali. Il gol di Bernardeschi ha dato la vittoria della partita e il primo posto nel girone, a pari punti con i tedeschi ma davanti a loro in virtù del successo nello scontro diretto. L’urna ha poi deciso che in semifinale l’Italia affrontasse la fortissima Spagna. La semifinale ha evidenziato tutte le carenze degli azzurri, capaci di tenere nel primo tempo, ma sfaldatisi sia tecnicamente che di nervi subito dopo il primo gol spagnolo.

Il pareggio di Bernardeschi, frutto solamente di una reazione d’orgoglio dopo la sciocca espulsione di Gagliardini, è durato pochi minuti; una Spagna decisamente più forte tecnicamente e meglio messa in campo ha raddoppiato, sfruttando un errore di Donnarumma, e poi chiuso la partita sempre con l’ottimo Saul. Quotidiani e siti sportivi, che lodavano la forza e la competitività della rosa italiana parlano oggi di uscita a testa alta e di nazionale orgogliosa. Personalmente non sono d’accordo; al di là delle colpe che sicuramente ha il commissario tecnico, mi sembra che questa nazionale sia stata sopravvalutata e tradita proprio da quelli che tutti consideravano i giovani di maggiore valore.

Non voglio addentrarmi nelle questioni calde del calciomercato, ma Donnarumma non è ancora quel fenomeno che tutti voglioni dipingere; probabilmente lo diventerà, sicuramente lo diventerà, ma oggi è ancora un giovane portiere in fieri che commette errori anche decisivi. Gagliardini si è fatto espellere per somma di falli; a questi livelli devi essere in grado di giocare a calcio senza scalciare tutti quelli che ti passano a fianco. Petagna – ragazzo molto simpatico – in questo torneo ha evidenziato di non essere un bomber (ma lo si era capito anche durante il campionato) e, soprattutto, di avere dei limiti tecnici enormi, sul piede destro quasi imbarazzanti. Bernardeschi ha tutte le carte in regola per diventare un grandissimo giocatore, ma deve imparare ad essere continuo e, in particolare, a giocare con la squadra, mentre mi è sembrato un ottimo solista. Berardi, croce e delizia del calcio nostrano, per lo meno tra i giovani è il ragazzo di maggiore estro e talento, ha gettato alle ortiche l’ennesima occasione per dimostrare che è maturato, abbandonando alcuni comportamenti sopra le righe che ne hanno caratterizzato sino ad ora, frenandola, la carriera; l’ammonizione assurda presa per uno stupido battibecco contro la Germania ha fatto scattare la squalifica per la semifinale. A certi livelli la testa fa la differenza e Berardi, al momento, non è ancora pronto.

Dopo tante critiche, mi piacerebbe sottolineare anche alcune note positive (poche), tra cui Pellegrini, centrocampista di proprietà della Roma destinato ad un gran futuro, e i due centrali difensivi, Rugani e Caldara; se Rugani sembra ormai pronto per prendere sulle sue spalle l’eredità della BBC juventina, Caldara, sebbene senza alcuna esperienza internazionale, mi è sembrato confermare e consolidare quanto di buono fatto in campionato. Beata la Juventus che si trova già in casa la coppia di centrali difensivi che faranno la fortuna sua, e della nazionale maggiore, per i prossimi quindici anni.