Share Lab è un team di ricercatori con sede in Yugoslavia, ed è un progetto nato recentemente in seno alla Share Foundation – un laboratorio di data investigation creato per esplorare i diversi aspetti tecnici delle intersezioni tra la tecnologia e la società.

Glitch ha ottenuto dai suoi fondatori l’autorizzazione a pubblicare – primi in Italia – le traduzioni dei suoi lavori.

L’articolo originale è stato pubblicato il 3 maggio 2017.

In questo articolo cercheremo di mappare alcuni elementi del tessuto umano di Facebook, la sua struttura sociale e le relazioni di potere all’interno dell’azienda.

Cercheremo di indagare e riflettere circa il fenomeno di Facebook in termini di reti sociali dei propri dipendenti. Inoltre, prenderemo in esame le relazioni sociali tra i membri del management e le altre sfere della società. Questo articolo rappresenta un contributo al dibattito critico in atto ai nostri giorni sui forti legami tra l’establishment politico e il mondo degli affari globalizzato, un esempio dei quali è rappresentato dal problema della “porte girevoli”. In sintesi, ci confronteremo con il fenomeno del capitalismo digitale.


Al fine di estrarre un campione rappresentativo della struttura lavorativa di Facebook sono stati consultati 1.000 profili Linkedin nei quali viene indicato Facebook come datore di lavoro, così come le biografie dell’intero management aziendale. Attraverso la mappatura del background sociale, dell’istruzione, dello status e dell’attuale posizione nella scala gerarchica dell’azienda, siamo riusciti a ricostruire una visione d’insieme delle varie connessioni sociali del “governo di Facebook” nella sua interezza. Questa visione può essere utilizzata per spiegare alcune delle azioni aziendali e degli attori legati a questa rete e l’evoluzione del modello di business, oltre a essere utile per provare a predire futuri sviluppi.

Facebook è noto per possedere un processo decisionale non trasperente per quanto riguarda la stesura dei regolamenti, lo sfruttamento dei dati e della privacy, lo sviluppo, le libertà degli utenti e varie forme di censura. Quest’analisi dovrebbe aiutare a renderci conto del perché questa sia l’unica forma possibile perché aziende come Facebook possano esistere. Quest’indagine utilizza metodi radicati nella teoria attore-rete (cfr. Latour 2010), e l’analisi delle reti nel campo degli studi del giornalismo (Kruger 2013), focalizzata sulle relazioni dei differenti attori sociali. Inoltre, l’ispirazione per la visualizzazione dei dati è stata trovata nell’arte concettuale di Mark Lombardi, nelle opere di media art come They Rule di Josh On e il progetto Littlesis, e dai lavori del gruppo Bureau d’études. Dai lavori appena menzionato abbiamo ricavato una metodologia che combina discorso e analisi dispositivo/apparecchiatura con gli strumenti dell’attivismo artistico al fine di (ri)concettualizzare e visualizzare i risultati della nostra ricerca.


Aristocrazia del lavoro intellettuale

Vogliamo conoscere di più circa le personalità, la loro incorporazione in classi e le lero reti all’interno e all’esterno della società chiusa che è l’azienda Facebook; desideriamo scoprire come queste classi sono strutturate, conoscere meglio le persone che le costituiscono e come si muovono o migrano nel mondo. Siamo inoltre interessati a scoprire il ruolo di tutte le persone che ruotano intorno a Mark Zuckerberg e che svolgono ruoli chiavi all’interno di questa azienda. Nel momento in cui ci poniamo queste domande, su chi di fatto costituisce la piramide di Facebook, teniamo bene a mente il determinismo di classe e l’idea che le classi riproducano esse stesse e creino un ambiente nel quale gli appartenenti sono messi in grado di operare in maniera ottimale. Le nozioni di spazio sociale, habitus, capitale culturale, educativo e informativo e capitale sociale di Bourdieu sono ampiamente presenti prima e durante la nostra riflessione (Bordieu 1982, 1997). Questi termini ci introducono all’idea di accumulo del capitale di Marx che non dovrebbe essere dimenticata quando consideriamo Facebook in termini di collettivo, né in qualunque altra figura rappresentativa del capitalismo digitale.

Figura 1: Cena nella sala degli spettacoli a Versailles – Eugene Louis Lami

Possiamo rappresentare quasi tutte le classi di dipendenti di Facebook come il perfetto esempio di aristocrazia lavorativa altamente retribuita (Fuchs, Christian. 2016. Critical Theory of Communication. Pp. 47–73. London: University of Westminster Press. DOI: http://dx.doi.org/10.16997/book1.b. License: CC-BY-NC-ND 4.0). Questo modello è esattamente l’opposto di altre forme di lavoro che si nascondono sotto la superficie dell’industria dell’IT, cioè “alla stregua del lavoro-schiavitù delle miniere, il lavoro controllato militarmente e altamente sfruttato degli assemblatori di hardware, dei lavoratori precari del servizio digitale, dello sfruttamento imperialistico di coloro che prestano un’opera intellettuale, dei lavoratori dell’industria del riciclo e gestione dei rifiuti elettronici, e del lavoro fisico altamente pericoloso proprio di questo settore” (Fuchs 2016: 61). Alla cima di questa piramide del lavoro intellettuale esiste un piccolo circolo di “sultani del silicio”, una ristretta rete di individui che controllano o comunque esercitano una significativa influenza nei confronti delle maggiori aziende del settore, siedono nei loro consigli di amministrazione oppure detengono parte del loro azionariato.

Figura 2: ‘Robber barons’

L’accumulo originario di capitale negli Stati Uniti trova alcune affascinanti similitudini con l’oligarchia delle Silicon Valley. La seconda metà del XIX secolo è stata contraddistinta dalla creazione delle infrastrutture (ferrovie) per il singolo mercato americano, e dalla transizione ad una società di tipo industriale, fenomeno che in ogni caso ha portato all’introduzione di prodotti innovativi. I ‘robber baron’ americani del XIX secolo accumularono immense quantità di denaro facendo leva sulla competizione sfrenata, in maniera anche più forte rispetto ai “sultani del silicio”. Ecco un paragone che aiuta a capire: “Rockefeller un tempo controllava l’80% della catena produttiva mondiale del petrolio; oggi Google controlla il 90% del mercato delle ricerche in Europa e il 67% negli Stati Uniti, mentre Facebook nei soli Stati Uniti possiede una quota di mercato del 42% nel settore dei social network” (Economist, 2014). Le similitudini tra questi due gruppi di pionieri delle infrastrutture ci porta a conclusioni allarmanti: i protagonisti a capo di questa trasformazione della società industriale in una società informativa su scala globale “sono accusati di essere avidi uomini d’affari che sovrastano i politici, adottano politiche di sfruttamento, fanno la guerra agli altri azionisti e, in particolare, monopolizzano il mercato” (Economist, 2014). Una volta venivano visti come personaggi innovativi, oggi i sultani del silicio divagano dalla risoluzione dei problemi dell’umanità, dall’invecchiamento ai viaggi spaziali, basando il loro diritto sull’industria dei dati dalla quale il mondo dipende.


In cima alla Piramide: il Board e il Management

Al fine di visualizzare le connessioni del management di Facebook – ad esempio il suo consiglio di amministrazione e i due livelli esecutivi – abbiamo utilizzato le informazioni disponibili pubblicamente fornite dai siti Official Board e Crunchbase. Per ogni persona presente in questa lista abbiamo analizzato il background educativo e professionale così come presentato nella biografia ufficiale. Va sempre tenuto presente il fatto che si tratta di personaggi pubblici e le loro biografie non sono in alcun modo secretate. Perciò tutte le informazioni raccolte sono a disposizione di tutti coloro che le cercano e il loro uso non è frutto di alcuna ricerca illegale o sotterranea.

Il grafico che segue ci aiuta a comprendere in profondità le relazioni all’interno del board e i legami tra Facebook e l’industria, il governo e le organizzazioni civili (es. think tank).

Figura 3: grafico del management di Facebook (clicca per aprire PDF)

Al centro del grafico si trova Mark Zuckerberg, circondato da alcuni membri del board. Come spiegato dalla legenda in alto a sinistra, il rettangolo giallo sta a significare i membri del board, quello nero il primo livello manageriale, e quello bianco il secondo livello. Le reti che stanno intorno ad essi li connettono all’istituzione presso cui hanno conseguito il proprio titolo di studio, la loro posizione all’interno di Facebook, e/o i loro legami rispetto ad una posizione ricoperta precedentemente in altre aziende e organizzazioni. Queste possono essere di diverse tipologie: compagnie private; fondi di investimento o venture capital; atenei e/o istituti di ricerca; fondazioni e organizzazioni no-profit; istituzioni governative; istituzioni non governative quali ad esempio i think tank. Ognuno dei protagonisti di questa fitta rete è connesso con diverse organizzazioni in modi differenti.


Di seguito alcuni esempi di lettura della mappa

Marc Andreessen: Il Fulcro del potere – Nell’angolo in basso a destra troviamo Marc Andreessen, uno dei membri del board che fa parte della ristretta cerchia dei colleghi più vicini a Mark Zuckerberg. Come è possibile notare, ha studiato presso l’Università dell’Illinois, e il percorso di studi è un punto della sua biografia che non lo connette ad altri colleghi di lavoro a Facebook. Egli è, tuttavia, partner in uno dei venture capital più influenti nella Silicon Valley, denominato “Andreessen Horowitz”. Attraverso di esso Andreessen è collegato a varie realtà molto importanti come Foursquare, Groupon, Skype, Twitter, eBay, AOL e GitHub. E’ un esempio di figura di grande potere che ricopre una funzione integrativa nel mercato poiché il suo business tiene legati insieme i più importanti player del mercato. Questo tipo di interconnessioni solleva con forza il problema del rischio che le grandi compagnie della Silicon Valley possano costituire dei cartelli oppure siano già dietro ad essi. In altre parole, questa e altre connessioni avvalorano l’ipotesi che Facebook si basa su un’idea di successo perché attrae protagonisti del mercato che possiedono già una notevole influenza. E non rimuovo il sospetto che l’azienda non avrebbe riscosso lo stesso successo senza questi protagonisti. Seguendo una delle sue connessioni, così come riportato nel grafico sopra, possiamo riscontrare l’interesse di Andreessen per la comunicazione e i servizi finanzari: attraverso il suo venture capital è stato investitore in Skype ed è attualmente membro del board di eBay. Il precedente vicepresidente di entrambe le aziende era Dan Neary, il quale è attualmente dirigente di secondo livello in Facebook e lavora per/con Sheryl Sandberg sul mercato Asia-Pacifico.
Peter Thiel: Rappresentanza e Analisi – Peter Thiel (angolo in basso a sinistra), una delle persone più influenti della Silicon Valley e membro del management di Facebook, è stato uno degli investitori di Linkedin nella sua fase di avviamento. E’ inoltre cofondatore di PayPal, Clarium Capital (un hedge fund), Founders Fund (venture capital), Valar Ventures, Mithril Capital e ha lavorato come partner in Y Combinator, che lo ha reso una delle figure più potenti nel mondo del venture capital, permettendogli di estendere la propria influenza su centinaia se non addirittura migliaia di startup. Una delle aziende fondate da Thiel sta attirando un’attenzione speciale – la Palantir Technologies, operante nel ramo della programmazione di software di analisi. Un documento rivelato da TechCrunch rivela che Palantir annoverava al 2013 tra i suoi clienti una dozzina di istituzioni governative, tra cui CIA, DHS, NSA, FBI, CDC, il corpo dei Marines, l’Aeronautica, il Comando Operazioni Speciali e West Point. L’azienda in questione è stata fondata originariamente a partire da In-Q-Tel, il braccio di venture capital no-profit della CIA, ed è stata utilizzato da diverse agenzie governative. Benché alcuni dei suoi più stretti collaboratori non ne siano entusiasti, Thiel è diventato consigliere del presidente Donald Trump e suo pontiere per la comunità tech. Insieme a Erskine Bowles (che verrà menzionato più avanti), si tratta della seconda connessione più importante tra il board e la politica e i partiti.
Sheryl Sandberg: Governo, Finanza e Corporation – Sheryl Sandberg ricopre a Facebook la posizione di Chief Operating Officer. E’ responsabile delle operazioni legati allo small business, pubblicità e operazioni globali, marketing globale, vendita di giochi, etc. Nella sua “vita prima di Facebook” ha studiato alla Harvard Business School, un percorso che l’ha portata a lavorare come assistente per il suo professore e, in seguito, a diventare Capo di Gabinetto del Ministro del Tesoro degli Stati Uniti. Oltre ad essere coinvolta in alcune fondazioni e organizzazioni no-profit che annoverano donne molto influenti dal settore governativo e degli affari, è (o è stata) inoltre membro di diversi think tank come il Center for Global Development e il Brookings Institute il quale, tra l’altro, è coinvolto nel settore della difesa degli Stati Uniti. Meno importante ma comunque interessante è il suo ruolo di consigliere di amministrazione in Starbucks Coffee. Tutto ciò ci fa comprendere come tutti i protagonisti menzionati non si limitano alla sfera affine al settore dell’economia digitale, piuttosto al contrario sono molto interessati ad altre fonti di reddito. L’esempio di Sheryl Sandberg dimostra la presenza di forti legami a livello personale tra le istituzioni statali e capitale privato. Di fatto è un ‘civil servant’ che ha acquisito una grande influenza nel ramo degli affari.

Rapporti con la politica e i partiti

Il membro del board Erskin Bowles (angolo in alto a sinistra), parte integrante della ristretta cerchia che ruota intorno a Mark Zuckerberg, è stato Capo di Gabinetto alla Casa Bianca, ed è co-presidente alla National Commission of Fiscal Responsibility and Reform, un ente governativo che lui stesso ha contribuito a fondare nel 2010. I suoi legami col settore della finanza grazie all’esperienza in Morgan Stanley, e nell’industria tecnologica con General Motors, mostrano chiaramente  il tipo di supporto sistemico sul quale Facebook può fare affidamento grazie ai membri del board. Erskine Bowles rappresenta il punto di connessione tra industria finanziaria, tecnologica e IT con il mondo della politica e il Partito Democratico in particolare. Anche se risulta arduo parlare di protezionismo in senso stretto, queste connessioni dimostrano l’interesse comune di questi personaggi dell’amministrazione politica e quelli degli affari privati.

Questo genere di coinvolgimento politico nel contesto del mondo degli affari rappresenta un problema per la tradizione politica e pubblica europea. Dal punto di vista dei diritti civili e della privacy policy, le forti connessioni istituzionali tra gli enti governativi, i servizi segreti e i social network, ovvero l’infrastruttura di comunicazione, possono essere viste solo in modo critico. Gli esempi riportati mostrano come le élite si fondono con l’establishment politico allo scopo di concentrare maggiormente il potere. Vogliamo ricordare ai lettori, tuttavia, che questo fenomeno non è inteso con accezione negativa negli Stati Uniti, dal momento che si parla di questi scopi come altamente positivi. Allo stesso tempo legami analoghi si possono riscontrare in altri paesi all’interno di settori industriali. Lungi dal voler giustificare queste pratiche, riteniamo che il successo globale di aziende come Facebook sarebbe altrimenti impossibile senza di esse.

Il bacio di Google a Facebook

Come vedremo più avanti, tra le persone che lavorano per Facebook a seguito di un trasferimento professionale, il numero degli ex dipendenti di Google risulta quello più alto. Riguardo alla classe dirigente di Facebook, possiamo osservare che il nodo relativo a Google (al centro, sopra Zuckerberg) è il più importante del grafico in quanto connette alcuni importanti attori. Shant Oknayan degli Emirati Arabi Uniti è responsabile per l’area MENA (Medioriente e Nord Africa) per l’e-commerce, retail, servizi online e media. Deriva da Google, dove ricopriva una posizione analoga. Tom Stocky, direttore del dipartimento Ricerche, era responsabile dei prodotti a Google. David Fischer e la già menzionata Sheryl Sandberg erano entrambi vicepresidenti con delega alle vendite online e operations, sempre in Google. Una situazione simile vien fuori quando guardiamo ai nodi relativi a Microsoft e Apple. Secondo il grafico, quando si parla di top manager, la maggior parte di loro ha una qualche esperienza per una delle maggiori aziende del settore. Ciò rinforza l’idea che il livello più alto della nuova aristocrazia del lavoro intellettuale è già confezionato, e solo raramente accetta intrusioni dai livelli più bassi.

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Legami del management e istruzione

Il grafico che segue si basa sullo stesso insieme di dati, riportati però sotto forma di grafico alluvionale. Ciò può essere utile per ottenere una migliore visione del background del livello di istruzione del top management di Facebook e dei membri del board.

Figura 4: Il management di Facebook. Legami e istruzione

E’ interessante notare come gli appartenenti alla classe dirigente di Facebook non provengano esclusivamente delle università appartenenti alla Ivy League (NdT: titolo che accomuna le otto più importanti università private americane). Molti di essi provengono comunque dalle migliori università degli Stati Uniti o del resto del mondo – la maggior parte ha studiato a Stanford, Harvard o alla Columbia University. Ad ogni modo, questo criterio non riflette per tutti la posizione ricoperta attualmente in azienda. Fino ad oggi possiamo senz’altro parlare di mobilità sociale per via della mancanza di connessione tra il livello di carriera aziendale e il percorso di studi. Jan Koum può essere considerato un vero e proprio outsider, considerati i suoi studi alla San Jose State University, ma mostra allo stesso tempo come l’esperienza lavorativa presso Yahoo e Ernest&Young si adatti perfettamente con il profilo medio del membro del board di Facebook.


All’interno della piramide: l’avventuroso viaggio degli strati più bassi della preparazione all’interno dell’aristocrazia lavorativa

Come già detto prima, al fine di comprendere meglio i dipendenti di Facebook, questa ricerca utilizza dati accessibili a tutti presenti su Linkedin. Abbiamo usato il tool di Littlefork per estrarre i profili di mille persone che presentassero nella loro attività professionale “lavora per” o “ha lavorato per” Facebook. Siamo convinti che queste informazioni siano utili fino ad un certo punto, per via del fatto che non vi è possibilità di verificare la loro accuratezza. Secondo il 10-K il numero dei dipendenti Facebook nel 2015 era pari a 12.691 unità. Riteniamo che per ragioni di natura etica e di responsabilità sociale il management di Facebook e l’insieme dei suoi dipendenti debbano rappresentare il genere, la cultura e la composizione razziale del proprio mercato globale, e non solo quello relativo agli Stati Uniti. Da questa ricerca si evince che Facebook rappresenta, piuttosto, parti significative delle élite politiche, sociali ed economiche statunitensi.

Figura 5: sviluppo educativo e professionale dei dipendenti di Facebook (clicca per aprire il PDF)

La figura 5 mostra il percorso professionale e di studi dei dipendenti di Facebook (potrebbe non dire nulla circa i manager e i dirigenti). Andrebbe letto dall’alto verso il basso come segue: il paese di studi è il paese nel quale il dipendente ha studiato, e la categoria successiva riporta l’università frequentata (come riportato dal profilo Linkedin). Scorrendo in basso troviamo la posizione lavorativa precedente all’assunzione in Facebook. La maggior parte dei dipendenti ha iniziato a lavorare per Facebook appena finiti gli studi la maggioranza di essi risulta aver studiato in atenei sul territorio degli Stati Uniti. In altre parole, solo una piccola percentuale di dipendenti che ha iniziato a lavorare in Facebook subito dopo gli studi proviene da atenei fuori dagli USA.

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La categoria che segue mostra l’origine professionale dei dipendenti che sono arrivati in azienda a seguito di precedenti esperienze lavorative. La maggior parte di essi lavoravano per una delle venti aziende top nel settore internet; il secondo gruppo più grande da un background professionale molto simile, ma non da una delle top-20. Il terzo gruppo proviene invece da una delle venti aziende più grandi del settore IT.

Facebook è nota per assumere un gran numero di persone con background accademico per il settore Ricerca e Sviluppo (R&D). Secondo i dati in nostro possesso, questa percentuale non è in realtà molto alta, come è possibile riscontrare nella figura 5 in basso. I settori consulenza, affari, finanze e investimenti insieme con il reclutamento e le risorse umane possiedono background professionali eterogenei.

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Dopo essere stati assunti per Facebook, alcuni dipendenti sono stati trasferiti. Molti di loro sono rimasti (o si sono spostati) negli Stati Uniti. Tuttavia, il numero di persone che lavoravano o che si sono trasferite negli USA è di gran lunga più grande dei dipendenti di tutto il resto del mondo. Il paese con il maggior numero di dipendenti dopo gli USA è il Regno Unito, seguito dall’India e dall’Irlanda. Più o meno lo stesso numero di dipendenti prestano servizio in India, Irlanda e Singapore. Seguono nella lista Giappone, Romania, Brasile ed Emirati Arabi Uniti, nemmeno lontanamente paragonabili tuttavia per numero di dipendenti con i paesi sopra menzionati. Se parliamo di aree urbane, il gruppo più grande appartiene all’area di San Francisco. La seconda città più importante per Facebook non si trova negli Stati Uniti ma nel Regno Unito ed è Londra. Consideriamo che questo “salto” nei numeri risieda nella scarsa precisione e non totale affidabilità dei dati personali riportati sui profili, come ad esempio la città di residenza. Problemi col set di dati sono confermati dal fatto che nei centri urbani troviamo anche paesi come Singapore o Irlanda. Per la stessa ragione crediamo che alcune altre città degli Stati Uniti non figurino perciò nella lista.

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Riguardo al campo di attività professionale, la maggioranza dichiara sul proprio account di lavorare nel ramo della programmazione. Gli altri gruppi per importanza sono “internet”, “information technology”, “servizi”, “personale e reclutamento”, “marketing e advertising”. Questi sono più problematici e possono essere raggruppati a formare settori più ampi, dal momento che alcuni di essi condividono la stessa mansione. Al fondo di questo grafico troviamo la professione riportata sul profilo Linkedin. Il gruppo più numeroso è quello degli ingegneri informatici, seguiti dagli addetti al personale (HR). Infine, vi sono un numero di professioni che possono essere raggruppate in campi più estesi o possono comunque essere assimilati al secondo gruppo. Non mettiamo in dubbio la validità delle informazioni per quanto riguarda i macrogruppi, e troviamo del tutto plausibile che la selezione del personale rappresenti un settore molto importante per l’azienda. Possiamo concludere che con queste proporzioni il processo di selezione è uno dei più importante all’interno dell’azienda (al fine di veicolare con facilità i valori aziendali) e che il campo dell’ingegneria sia uno dei più tenuti in considerazione (allo scopo di agevolare la creazione di prodotti). Queste relazioni devono essere tenute bene a mente nell’approccio al capitolo successivo.

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Posizioni a Facebook: profili di istruzione e distribuzione

La rete raffigurata sotto parte dallo stesso database (1000 account Linkedin) ma combina i dati con quelli del board e del management. Ci mostra il background istituzionale e di studi delle specifiche posizioni e dei membri del management.

 

Figura 6: Grafico della rete lavorativa di Facebook (clicca per aprire il PDF)

Queste intersezioni sono definite come segue: i cerchi bianchi contraddistinguono le posizioni nell’azienda, quelli gialli i membri del board e i dirigenti, mentre le università sono individuabili con i rettangoli.

Al centro del grafico riscontriamo la maggior concentrazione di persone e istituzioni intorno al titolo di ingegnere informatico, che di per sé dice poco in quanto molti sono connessi con esso. Tuttavia nell’angolo in alto a sinistra troviamo come gli ingegneri informatici provengano da sette università. Colin Stretch, il capo degli ingegneri informatici a Facebook, ha studiato presso uno di esse, il Dartmouth College. D’altro canto, non dovrebbe sorprendere che il più alto numero di dirigenti provenga da Harvard. A destra del grafico possiamo vedere molti di loro: Elliot Schrage, Diego Dzodan, Lori Goler, Sheryl Sandberg, Carolyn Everson e Dan Rose. È interessante in particolare che la professione più connessa in questo caso è quella del business marketing editor.

Mark Zuckerber, noto per aver abbandonato Harvard, non è connesso direttamente con questo ateneo, ma è comunque nel suo cerchio. Nell’angolo in alto a destra appare un’interessante connessione tra diversi dirigenti da diversi campi come ingegneria di prodotto e reclutamento di dirigenti nel campo del marketing digitale. È interessante inoltre che gli ingegneri di prodtto sono in vario modo connessi con il Massachussetts Institute of Technlogy (MIT) a prescindere dall’università di appartenenza. La stessa cosa vale per coloro che lavorano nel settore community operations. I dirigenti concentrati intorno al MIT sono Rebecca van Dyck (production engineer), Shant Oknayan e Tom Stocky. Il gruppo di membri del board più numeroso è concentrato nella parte più bassa al centro della mappa. Sono connessi con la Stanford University, dove molti di essi hanno studiato. Il titolo professionale connesso con questa istituzione è ‘people analytics’ e assistente del settore paghe.

Figura 7: Background accademico e posizione a Facebook

Questa rete mostra ancora più precisamente come ciascun titolo professionale sia legato a ciascuna università. Alla sinistra del grafico sono riportati gli atenei ordinati per numero di dipendenti di Facebook.

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Cravatte e polsini

La figura 8 mostra i legami tra i membri del board provenienti da una determinata azienda e un numero significativo di dipendenti . Il nostro interesse era dimostrare l’esistenza delle tendenza da parte dei membri del board a portare con sé i propri colleghi nel nuovo luogo di lavoro.

 

Figura 8: Precedenti legami

Com’era prevedibile, un largo numero di figure professionali deriva da aziende quali Google, Microsoft, Amazon, Yahoo, eBay e Apple. Tuttavia, esiste una differenza significativa tra i legami tra Google e Facebook e tutte le altre aziende. Siamo convinti che, nonostante tutte le misure legali adottate per contrastarla, questo grafico mostri l’esistenza di una cooperazione nella competizione. Sulla base della percentuale di persone che circolano tra queste aziende e le posizioni e il background professionali degli stessi dipendenti, questo grafico rende mostra in che misura avviene lo scambio tecnologico e di conoscenze tra queste entità. Questi legami sistemici potrebbero essere interpretati come la volontà di costituire un cartello o una qualche forma di trust che distrugga l’ecosistema industriale attraverso l’esercizio di un monopolio controllato. È difficile credere che in una situazione di competizione reale le aziende condividano le conoscenze, gli esperti e i membri del board. Ovviamente i dati pubblici a nostra disposizione indicano solamente la possibilità che questo problema esista, senza fornire alcuna prova certa in questa direzione.

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La migrazione del lavoro: Concentrazione vs Deserto

Abbiamo già descritto alcune dei processi rilocativi tra i dipendenti di Facebook in tutto il mondo. Nel nostro grafico ‘Migrazione del lavoro’ è possibile osservare la relazione tra la nazione attuale (orizzontale, in alto) e il paese in cui si sono svolti gli studi (verticale, a sinistra) dei 1000 profili di Linkedin presi in esame.

 

Figura 9: Migrazione del lavoro

Paragonando questi due assi possiamo vedere il paese in cui la persona ha svolto i suoi studi e in quale si è recato una volta terminati. La maggior parte dei dipendenti è rimasto legato agli Stati Uniti, come evidenziato nel punto di intersezione contrassegnato dalla grande sfera grigia. Ancora, il gruppo più numeroso di persone si è spostato negli USA dopo gli studi, come visibile nello stesso punto. La maggioranza delle persone che hanno lasciato gli Stati Uniti al termine del percorso di studi lavora per Facebook nel Regno Unito, India o Singapore. Tutti posti noti per i loro uffici aziendali.

Questo grafico mostra come Facebook, in qualità di datore di lavoro, recluti soprattutto persone provenienti da atenei americani. Ciò significa che nonostante la sua attività globale, quest’azienda non vede la necessità che la propria struttura sia rappresentativa dei propri utenti sparsi per il globo. Potremmo azzardare il giudizio che gli uffici HR e Reclutamento adottino delle policy specifiche (non necessariamente ufficiali o messe per iscritto) che insistono sulle persone che appartengono al sistema universitario degli Stati Uniti.

Gli stessi dati possono essere visualizzati sotto forma di mappa, nella quale l’attuale luogo di lavoro e il paese di studio sono rappresentati dal grigio scuro.


Il tessuto umano del web

Provare ad abbozzare la struttura sociale di un’azienda delle dimensioni di Facebook è un lavoro importante non solo per comprendere l’impatto del fenomeno globale rappresentato dai social network sulla società, l’economia locale e globale e le libertà civili, ma anche per capire meglio come lo sviluppo della tecnologia e della comunicazione ad altissimo livello sia strettamente intrecciato con l’accumulo del capitale e del potere politico. Benché il pianeta si trovi già in una fase di sviluppo post globale (un punto nel quale la globalizzazione è già stata raggiunta e il ‘new local’ è ciò di cui il mercato ha necessità) è il profondo coinvolgimento di un’azienda nell’economia, nella politica e nell’élite sociale e nell’estabilishment di una società o di un determinato paese ciò che rende tale azienda talmente solida da operare a livello globale – e non, come spesso si ritiene, la cooperazione delle élite mondiali. Il paragone con la piramide o con il Leviatano viene facile a causa degli innumerevoli livelli sociali e di quei visi che, fondendosi insieme, puntano tutte verso quella presente al centro del grafico e da tutti conosciuta. Allo stesso tempo la nostra ricerca mostra come la struttura reale del web consista di reti sociali costituite da specifiche persone ai livelli più alti dell’azienda. È il profitto e null’altro che tiene insieme l’intera struttura, salvaguardandola da ogni cambiamento dell’establishment politico.

lllustrazione di Abraham Bosse per il libro “Il Leviatano” di Thomas Hobbes (1668)

I legami specifici che creano questa rete non sono nascosti, nonostante il mito dica che in questi casi sia un deus ex machina a reggere i fili delle vicende. In effetti quello di Facebook è un network complesso, costituito da molti nodi con dinamiche guidate dall’interesse dei singoli protagonisti. Aziende di queste dimensioni influenzano, organizzano e determinano le vite delle élite, dell’economia globale, della vita quotidiana delle “piccole persone” o degli “utenti medi” (che è come definiamo oggi la gente). E’ importante descrivere con precisione come e a quale parte della rete i singoli attori siano legati. Una volta compresa il profondo intreccio tra le grosse aziende e la politica, è facile accorgersi e articolare il supporto a quelle forze che nell’arena politica si sforzano di chiedere la separazione legale di questi rami della società.


Credits

Data analysis & data interpretation: Jan Krasni

Data organisation, analysis & visualization: Vladan Joler

Data collection: Christo and Andrej Petrovski


Traduzione

Antonio Grizzuti


Bibliografia

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Krüger, Uwe (2013): Meinungsmacht. Der Einfluss von Eliten auf Leitmedien und Alpha-­Journalisten – eine kritische Netzwerkanalyse. IPJ, 2016

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Fonti internet

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https://en.wikipedia.org/wiki/General_Motors

www.gm.com

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Tools

Data collection – Littlefork (https://www.npmjs.com/~tacticaltech)
Data visualization – Gephi, Tableau, RawGraphs